- Pubblicato: 28 Aprile
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Pino Arlacchi
Schiavi
Il nuovo traffico di esseri umani
NUOVO RILEGATO prima edizione maggio 1999
"Sull'onda della globalizzazione delle comunicazioni e dei mercati, nonché della crescita economica e dello stesso sviluppo dei diritti civili nei paesi più ricchi, negli ultimi tre decenni si sono moltiplicate e infittite anche le catene del servaggio."
I dati che, fin dai primi capitoli del saggio, Arlacchi pone davanti agli occhi del lettore perché sia ben chiaro che l'argomento che andrà a trattare non è di piccolo rilievo nel mondo odierno, sono sconvolgenti e possono sembrare incredibili se le fonti citate non fossero assolutamente attendibili.
Duecento milioni di esseri umani si trovano oggi "in catene", lo sfruttamento sessuale di donne e bambini, nella sola Asia, ha coinvolto in questi ultimi trent'anni più di trenta milioni di vittime. Circa cento milioni di bambini (stime dell'Ufficio Internazionale del lavoro) sono soggetti a vergognose forme di sfruttamento sessuale e lavorativo. Ma ancora più sconvolgente è il confronto con i "numeri" del passato: complessivamente negli ultimi quattro secoli, non più di dodici milioni di persone erano state tratte come schiave.
Le tre principali espressioni dell'odierna forma di schiavismo non sono poi molto diverse da quelle storiche: "la compravendita e lo sfruttamento lavorativo e sessuale dei bambini e delle donne, il lavoro forzato e l'asservimento per debiti".
Arlacchi ricorda, attraverso citazioni di opere storiche sul tema, il momento iniziale della schiavizzazione dei neri africani in epoca moderna e la sua efferata violenza. Così mostra anche come certe civiltà (ad esempio gli indiani d'America), una volta assoggettate politicamente, abbiano preferito essere sterminate che perdere la libertà. La morte sociale dello schiavo appare formalizzata in alcune antiche culture (quella greco-romana, quella islamica...) e anche in epoca più recente questi morti-viventi sono stati costretti ad interagire con gli esseri liberi. Una sintetica analisi storica mostra poi come molte nazioni solo recentemente abbiano formalmente abolita la schiavitù e come il passaggio alla pratica fattiva delle leggi abolizioniste sia stato davvero lento.
Ma come si connota l'odierna forma di schiavismo? Oggi l'unico elemento che guida questo crimine è il profitto, mentre un tempo aveva in parte il ruolo di celebrare la grandeur del padrone, quindi una specie di funzione "politica". Nelle colonie gli europei avevano, anche dopo l'abolizione della schiavitù, utilizzato manodopera coatta reclutata con la violenza e l'inganno: per altro tale realtà non è scomparsa nemmeno oggi.
Un intero capitolo viene poi dedicato a quella particolare forma di schiavitù che è quella sessuale: "I guadagni dei mediatori e i prezzi dei servizi venduti ai clienti sono tanto più alti quanto maggiori sono le violazioni dei diritti umani delle vittime".
Ma il problema non riguarda certo solo paesi lontani: piccole industrie italiane vengono quasi quotidianamente scoperte ricompensare con poche migliaia di lire bambini e donne che lavorano dieci, dodici ore al giorno in condizioni ambientali spaventose; i marciapiedi delle nostre città mostrano prostitute di ogni razza e colore, sempre più giovani e sempre più "richieste" dai clienti italiani; lo strozzinaggio provoca anche nel nostro Paese forme di "schiavitù per debiti", e così via...
In questi giorni il Parlamento italiano sta approvando una legge che prevede uno speciale marchio sui prodotti che non utilizzino mano d'opera minorile. Le trasmissioni televisive che riprendevano piccoli schiavi e donne sottoposti a lavori massacranti hanno fatto precipitare le vendite di alcuni prodotti di importazione (in Germania una trasmissione che mostrava le immagini di bambini nepalesi chini al telaio per tessere tappeti ne provocò il crollo delle vendite): tutto serve a sensibilizzare l'opinione pubblica che, in quanto formata da "acquirenti", può scoraggiare questo squallido mercato. Contro le "reti globali" della criminalità è indispensabile infatti mobilitare la "rete globale" delle coscienze, e considerare la soluzione del problema trattato in questo libro il vero obiettivo del prossimo decennio.
Schiavi. Il nuovo traffico di esseri umani di Pino Arlacchi
Pag. 176, Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-84542-6